A los italianos no nos gustan las tildes


practicar italiano gratisBuongiorno e bentornato!

Oggi ti spiegherò come e quando si usa quel(tilde) nell’italiano scritto.

Come avrai notato non si usa quasi mai, molto meno che in spagnolo. Vediamo allora quando dobbiamo scrivere l’accento e quando no.

Quando si usa l’accento in italiano?

L’accento indica semplicemente la sillaba su cui cade l’intonazione di una parola, quindi possiamo dire che, anche in italiano, TUTTE le parole hanno il loro accento. Questo nella lingua parlata.

Nello scritto, l’accento si indica solo in questi pochi casi:

  • Tutte le parole tronche, cioè quelle in cui l’accento cade sull’ultima vocale: come ad esempio in:
    • città, università, libertà, maestà (cioè quelle parole che in spagnolo finiscono con “ad”);
    • terza persona singolare del passato remoto: andò, mangiò, nuotò, ripeté, finì, capì, dormì;
    • prima persona singolare del futuro: sarò, avrò, comprerò, dimenticherò.
    • numeri composti con il numero tre: ventitré, centotré, ottantatré;
    • congiunzioni e avverbi composti con che: perché, poiché, affinché, nonché, benché.
  • Alcune parole monosillabiche, come: giù, è, dà, già, può, né, tè.
  • Si può usare, facoltativamente, quando due parole diverse al singolare assumono la stessa forma scritta al plurale (omografe), ma si pronunciano con un accento diverso, ad esempio: principe -> principi (l’accento cade sulla prima i) e principio -> princìpi (l’accento cade sulla seconda i).

Questo significa che, nel caso di  parole più lunghe, l’accento non si scrive, per cui la scrittura non ci aiuta a capire dove cade l’accento quando leggiamo.

 

Come si scrive l’accento in italiano?

Se guardiamo ad alcuni di questi esempi, noterete che in italiano scriviamo l’accento in due modi diversi: `o ´.

In realtà la regola è molto molto semplice: con le vocali a, i, o, u, l’accento è sempre grave (`): città, può, giù, capì.

Solo con la e possiamo applicare le due grafie. L’accento grave (`) indica che la lettera e va pronunciata “aperta” (aprendo di più la bocca, avvicinandoci alla pronuncia della a); l’accento acuto (´) indica che la e va pronunciata “chiusa” (chiudendo di più la bocca, avvicinandoci un po’ alla pronuncia della i; corrisponde alla pronuncia della e in spagnolo).

Attenzione! L’accento non va confuso con l’apostrofo! L’apostrofo indica l’eliminazione di una lettera o di una sillaba (poco -> po’), mentre l’accento indica l’allungamento o l’enfasi nella pronuncia di una vocale (città).

Spero che questo post abbia risolto i tuoi dubbi su come e quando si scrive l’accento in italiano, hai visto che si tratta davvero di pochi casi molto specifici.

Intanto ti consiglio di mettere in pratica le regole che abbiamo appena visto, con questo semplice esercizio: 12 frasi da completare con parole da scrivere con l’accento, l’apostrofo… o nessuno dei due. 😉

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